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PREMIO GALEONE: LE PAROLE DI PIERPAOLO MARCHETTI

<<Il ringraziamento va a Rocco Coletti e Valter Nerone che meriterebbero un grande applauso. Non so quaanto sia importante organizzare un evento per Galeone, ma non ci si può rassegnare all’idea che le cose passino cosi e che nessuno faccia niente per dare un segnale di gratitudine ad una persona che a Pescara ha dato e ricevuto tantissimo. Io non so se le istituzioni gli dedicheranno qualcosa, ma credo fosse giusto ricordarlo noi con la gente di calcio e i tifosi. Oggi ci sono tanti ragazzi che parlano di Galeone non avendolo mai visto e proprio per questo va tramandato e tenuto vivo il ricordo. Un ricordo su quel pescara e un insgnamento che ha tramandato Galeone? E’ impossibile un solo ricordo. Personalmente la prima giornata di campionato e la vittoria contro l’Inter. Ero in tribuna con un collega ci guardavamo e ci chiedevamo “ma cosa sta succedendo?”. Un insegnamento? Una frase che Galeone ripeteva sempre “se dobbiamo annegare è meglio in un oceano che in una pozzanghera”. Non entro nelle questioni politiche e amministrative, ma mi auguro che facciano qualcosa per lui, dedicargli qualcosa. Io non sono in grado di dare consigli a nessuno. Spero solo che qualcosa di concreto resti, perché davvero Galeone ha portato in giro orgogliosamente, in modo bello e attraente il nome di Pescara. Cosa potrebbe insegnare il Gale al Pescara di oggi? Non lo so, ora seguo dall’esterno e non è abbastanza. Mi verrebbe in mente ricordando la situazione disastrata in cui si trovava la società nell’estate dell’86 quando chiamò Galeone, la situazione non è mai troppo brutta per poter far crescere qualcosa. Mi viene in mente una frase di De Andrè: dal letame nascono i fiori, dal diamante non nasce nulla.>>