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CONFERENZA STAMPA DI INIZIO STAGIONE: LE PAROLE DI BUSCE’, SEBASTIANI E FOGGIA

Si è svolta questa mattina all’Ekk Hotel la conferenza stampa pre stagionale di Antonio Busce, Daniele Sebastiani e Pasquale Foggia.

SEBASTIANI: Ripartiamo con la nuova stagione e con un nuovo mister sperando che per il prossimo futuro non ci dobbiamo trovare ogni anno a presentare qualcuno. Abbiamo deciso di andare su questo allenatore perchè sposava più i nostri principi e i nostri pensieri

FOGGIA: Le qualità mister Antonio Buscè le ha tutte. Ha fatto tutti gli step giusti. Serie d e serie c fatte benissimo. Per me era giusto andare su un profilo del genere. È una grande persona, è una garanzia. La decisione era semplice.

BUSCE’: Arrivo in un posto dove c’è una storia di calcio importante. Arrivo con grande entusiasmo e grande professionalità. Prediligo la cultura del lavoro, ma anche la parte umana. Mi piacciono i rapporti umani e la schiettezza: ci vuole la parte umana dove le cose vanno dette come sono.

IL PERCORSO DEL PESCARA DALLA SCORSA ALLA PROSSIMA STAGIONE

Non c’è da delineare un percorso. Quando una stagione va storta bisogna ricreare entusiasmo attraverso i discorsi. Quando sono arrivato mi è sembrata di rivedere delle situazioni già vissute, delle situazioni quasi familiari dove le cose si dicono con grande trasparenza cercando di fare il meglio possibile. Ci vuole testa bassa e lavorare, migliorare i giovani e gli anzianotti. Preferisco fare i fatti. Tutti coloro che fanno parte del progetto dovranno avere consapevolezza e professionalità. Bisogna sudare la maglia.

BISOGNAVA PROVARE A TRATTENERE INSIGNE, BRUGMAN E ACAMOPORA?

A trattenere controvoglia i giocatori si fa sempre un errore. Due anni fa è stato fatto un grande lavoro senza giocatori eclatanti. Ricordo quel Pescara ho visto dei giocatori che credevano in quello che facevano e rispettavano questa piazza. I giocatori erano diventati bravi nell’annata, questo è segno di lavoro, puntare su giocatori sconosciuti ed essere bravi a farli crescere. Ci vuole serenità ben venga chi vuole fare altri percorsi lontani da qui e ben venga chi vuole venire a Pescara.

MERCATO?

Il mercato non è mai stata una roba che spetta a me. C’è grande confronto ed è normale che sia così. Io non ho mai fatto mercato, il confronto è far passare un’idea a presidente e direttore, ma ci vuole rispetto delle parti. Bisogna confrontarsi tutti i giorni. Langella era a Rimini con me lo scorso anno c’era la possibilità ed eravamo tutti d’accordo a prenderlo l’anno scorso. Mazzocchi l’ho allenato e so che ragazzo è. Ma la scelta deve essere fatta sempre con vari confronti.

IL PESCARA DEL FUTURO

L’atteggiamento deve essere positivo e di entusiasmo. Pescara è una piazza devota al bel calcio, ho sempre cercato di trasmettere positività, avere coraggio, ma mantenendo sempre equilibrio. Non si può fare sempre la stessa cosa in tutti i momenti della partita, ci vuole l’umiltà che poi ti porta a far male agli altri. Negli ultimi anni ho fatto il 433, ma a seconda di esigenze si può cambiare.

PESCARA COME PIAZZA

Pescara è una piazza ambita a tanti addetti a lavori, tanti giocatori hanno preso il via da Pescara e fatto una carriera straordinaria. Se ti metti in gioco con umiltà puoi fare bene. Pescara è una sfida e va affrontata. Ci vuole coraggio e non è presunzione. L’entusiasmo deve riaccendere tutti. Abbiamo bisogno di chiudere il cerchio e portare qualcosa di importante in questa piazza che ha fame di calcio e fare qualcosa di importante.

L’OBIETTIVO DELLA PROSSIMA STAGIONE

L’obiettivo è migliorare I giovani e migliorare anche gli anzianotti. Riportare entusiasmo che bisogna avere sempre. Bisogna mettersi in discussione e migliorare tutti i giorni. Anche da calciatore pretendevo che i miei compagni facevano qualcosa in piu tutti i giorni.

LA SQUADRA NON E’ ANCORA AL PROBLEMA

Non c’è nessun problema partire con una rosa non completa. Anche da giocatore non ho mai trovato la squadra allestita al 100% in ritiro. Io non mi faccio il problema di chi non ho. Sono cose normali. Bisogna alzare l’asticella e fare il più possibile per una piazza che merita qualcosa di importante. Non mi piace fare tanti proclami con uno staff che mi darà una grandissima mano. Siamo già al lavoro.

UNA PIAZZA TRISTE

Io l’ho vissuta qualche mese fa. La mia medicina è il rettangolo verde. Bisogna rialzare la testa. CI vuole dedizione da parte dei ragazzi, sono sicuro che attraverso l’atteggiamento tornerà l’entusiasmo e riavvicineremo anche ai tifosi. Siamo legati ai risultati. Due anni fa era quasi impensabile dopo le prime partite. Devo portare il gruppo a dare l’anima. I risultati faranno la differenza.

SEBASTIANI: A me non mi devono cacciare, io me ne andrei domani mattina. Ci sono situazioni aperte e anche abbastanza serie. Le sto portando avanti senza fretta, senza fretta perché non dobbiamo nascondere niente a nessuno.
Non percepisco la depressione della piazza a differenza di quello che si dice. Ho sentito di un azionariato popolare: sarei felicissimo, darei la società a gente che vuole più bene di me a Pescara. L’Aquila è una società che si regge in quella maniera dove non ho mai sentito contestare qualcuno.

Ho parlato con Insigne, Brugman, Acampora e Olzer. Quest’ultimo mi ha detto che voleva giocare in B. Purtroppo la categoria conta tanto, non c’erano promesse fatte. Se ci fossero state promesse le avrei sbugiardate, nessuno di loro mi ha mai promesso nulla. Desplanches va a Frosinone in serie a, Insigne va alla samp, Cagnano ha 3/4 squadre di b che lo vogliono. Brugman e olzer vanno a Modena. Di Nardo se non andrà in serie a andrà in top di b. Tenerli in c sarebbe stata follia. Non ci sono stati errori nel scegliere i giocatori lo scorso anno.

FOGGIA: Il primo responsabile dello scorso anno sono stato io. Gli alibi sono per i perdenti e io non lo sono. C’è il palo dentro palo fuori potremmo fare mille esemmpi.
Merola e Vitali saranno le ali destre, ma il mercato è ancora aperto. Sul rigore di Padova non voglio rispondere, non voglio ricreare polemiche stupide. Il Pescara non può fare la comparsa se fosse così me ne starei a casa. Abbiamo preso un allenatore dalle grandi capacità. Noi abbiamo vinto la c andando il doppio degli altri ed è una cosa che possono dare tutti. Non siamo la Pianese, ma il Pescara.

SEBASTIANI: Marco Verratti è entrato nel Pescara perché è socio mio. Io e Marco abbiamo un’idea unica. Marco non è il bancomat del pescara: perché non lo è e perché non glielo permetterei io. Le società devono essere sostenibili. Chi fa la champions non può comprare perché non è apposto con i conti. Molte società non hanno un campo di allenamento ma hanno 3 giocatori fuori rosa. in Italia mancano i dirigenti. Se vendo vendo la totalità. Potrei anche dare la società in un attimo ma chi vuole questo vuole l’eccellenza. Con sebastiani il Pescara non fallisce. Il Pescara può vincere o perdere, ma in eccellenza non ci finisce. La squadra è completa. Nei prossimi giorni la vedrete. I giocatori ci sono e se fossero in altre squadre li invidieremmo tutti.