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L’ESTATE BIANCONERA FA LA DIFFERENZA ALL’ADRIATICO: DAL CAMBIO DEL DS ALLA ROSA STRAVOLTA, LA RIVOLUZIONE DELLO SPEZIA HA PORTATO SERENITÀ ALLA SQUADRA E ALL’AMBIENTE

La stagione è appena iniziata, ma la situazione in casa delfino è davvero proeoccupante: dopo solamente sette partite disputate il Pescara è già a undici punti di distanza dal primo posto. Un distacco importante, soprattutto considerando l’obiettivo dichiarato nel prestagione e la qualità della rosa biancazzurra (almeno sulla carta).

Solamente quattro mesi fa all’Adriatico andava in atto l’ultima giornata del campionato di serie B, Pescara – Spezia, match risultato fatale per entrambe le squadre che hanno dovuto fare i conti con la retrocessione al termine dei 90 minuti.

L’estate di entrambe le squadre è stata difficile, ma diversa.

L’estate bianconera è iniziata con le scuse pubbliche del presidente Stillitano che si è assunto le proprie responsabilità e ha deciso di ripartire completamente da 0.

Lo spezia ha attutato una rivoluzione totale. Il primo cambiamento importante attuato dal presidente statunitense Stillitano è stato sollevare dall’incarico il vecchio direttore sportivo e assegnare il ruolo a Guido Angelozzi.

Una volta scelto il nuovo direttore sportivo, quest’ultimo in perfetta sinergia con la dirigenza ha deciso di puntare tutto su un tecnico giovane, preparato e con idee offensive. Marco Turati che, corteggiato anche dalla serie B, sceglie La Spezia per continuare il suo percorso professionale.

Poi il turno della rosa, stravolta completamente soprattutto per dare freschezza mentale e non sentire il peso della stagione precedente culminata con la retrocessione. Solamente due giocatori retrocessi dalla serie B non hanno lasciato La Spezia. La squadra è stata completata da nomi chiesti espressamente dal tecnico, senza scegliere pedine importanti, ma giocatori pronti e funzionali.

A Pescara, invece, l’estate è stata completamente diversa. La prima conferma è stata quella del direttore Pasquale Foggia, ormai alla terza stagione biancazzurra. Poi la scelta sulla riconferma di Gorgone, tecnico della retrocessione biancazzurra, che dopo diversi incontri con la dirigenza del delfino ha ceduto alla corte del Catanzaro e ha scelto di proseguire in serie B. Poi la suggestione Buscè. Poi la virata su Di Bari che dopo aver incontrato la dirigenza biancazzurra decide di rinnovare con il Casarano. Poi la decisione definitiva, Buscè sarà il nuovo allenatore del Pescara.

Il turno della rosa. I giocatori con più qualità e più funzionali partono tutti: Insigne va in Liguria, Bettella alla Juve Stabia, Brugman e Olzer al Modena. Poi l’infinita telenovela Di Nardo, conclusa gli ultimi giorni di calciomercato con l’attaccante che trova casa in Campania e con il Pescara che vira su Parigi.

La rosa è stata cambiata, ma sono tanti i giocatori rimasti in riva all’adriatico (forse troppi): Saio, Capellini, Altare, Pellacani, Letizia, Valzania, Graziani, Meazzi, e Merola. Forse qualcuno dei rimasti (o più di qualcuno) ha scelto di restare, ma aveva la speranza di ricevere qualche offerta dalla serie B. E quindi aille prime difficoltà torna la negatività. Alle prime difficoltà tornano in mente i momenti negativi della stagione passata. Torna il muso lungo, non torna freschezza e lucidità.

Probabilmente un cambio totale avrebbe favorito il morale dello spogliatoio e mister Buscè sarebbe stato più in condizione di lavorare sull’aspetto mentale dei giocatori.