Così il Direttore Pasquale Foggia intervenuto a Rete8 ieri sera:
“Manca un esterno d’attacco di piede destro e una punta, arriveranno giocatori che alzano il livello della squadra. Sulla punta siamo legati a Di Nardo: finché non andrà via non arriverà nessuna punta. Dicono che la valutazione che facciamo su Di Nardo è esagerata, la verità è che deve arrivare un’offerta che ad oggi non c’è, ma ci sono solo chiacchiere.
A centrocampo l’idea è quella di far trovare spazio a Kraja. In difesa stiamo a posto. Graziani? Sono valutazioni che fa il mister. È contento di Graziani e di D’Errico, su cui puntiamo tanto.
Altare ha bisogno di rimettersi con la squadra perché a Venezia ha fatto poco, non vedo grossi problemi. Pellacani? Spero che la fortuna sia con lui, nel caso c’è anche Letizia che può fare quel ruolo. Saio è in scadenza? È un nostro portiere. Se arriverà qualcosa che soddisferà il ragazzo e soddisferà noi valuteremo. Il discorso dei rinnovi non è stato affrontato con nessuno. Non siamo una società come lo Spezia, dobbiamo attendere tempi diversi. La squadra che deve vincere oggi è lo Spezia per la qualità della rosa e per ciò che ha fatto. La nostra squadra completata può lottare.
La Scafatese ha un potenziale economico per vincere il campionato. Coda è un ragazzo con cui stiamo parlando, lui aspetta una categoria diversa. Ravasio? Ci stiamo parlando come con Parigi, ma ognuno ha una posizione diversa.
Il Pescara deve giocare per forza col 4-3-3? Mi faccio una risata. A Pescara il 4-3-3 è sacro. Lo scorso anno abbiamo cambiato e abbiamo preso insulti clamorosi. Per me abbiamo i giocatori per fare il 4-3-3.
Cicerelli? Con il Catania non abbiamo mai parlato. È stata una cosa tenuta col procuratore perché il ragazzo era in uscita. Ad oggi non lo è più ed è un giocatore del Catania.
Cosa ho sbagliato lo scorso anno? Qualche scelta sbagliata è stata fatta. Prima avevamo un allenatore con un’idea che strada facendo non si è dimostrato in linea con quello che volevamo. Qualche torto e un po’ di sfortuna ci sono stati. Scelte sbagliate ci sono state, ma non ce n’è una in particolare.”

