Questa l’analisi di Delfinonews sulla stagione degli attaccanti del Pescara:
DI NARDO 7. Il migliore della stagione biancazzurra. Con 14 reti e 4 assist si è caricato sulle spalle il peso dell’attacco del Delfino, diventando fin da subito il punto di riferimento offensivo della squadra. Arrivato da svincolato quasi tra lo scetticismo generale, si è imposto come uno dei migliori attaccanti della categoria grazie a continuità, carattere e senso del gol. Anche lui ha sbagliato qualche rete pesante nei momenti decisivi, ma sarebbe ingiusto chiedergli di più dopo una stagione vissuta costantemente da protagonista.
MEROLA S.V. DOVEVA ESSERE LA STAGIONE PER IL SALTO DI QUALITA’ DEFINITIVO DEL 10 BIANCAZZURRO, MA L’HA PASSATA IN PANCHINA AD ASPETTARE IL SUO MOMENTO. QUALCHE INFORTUNIO DI TROPPO ANCHE PER LUI, MA UNA STAGIONE CHE CONFERMA CHE IL 10 DEL DELFINO NON E’ ANCORA PRONTO PER IL SALTO DI CATEGORIA.
TSADJOUT SV. Troppo pochi i minuti collezionati per poter dare un giudizio reale sulla sua stagione. Gran parte dell’anno l’ha vissuta cercando di recuperare il prima possibile dall’infortunio che ne ha frenato continuità e crescita. Eppure, nelle prime uscite stagionali, i segnali erano stati tutt’altro che negativi: dialogava bene con la squadra, si muoveva con intelligenza e sembrava poter essere il punto di riferimento dell’attacco biancazzurro. A inizio stagione, infatti, il titolare designato era lui e non Di Nardo.
Okwonkwo SV. A differenza di Tsadjout, lui non ha mai dato segnali realmente positivi nel corso della stagione. Sempre lontano da una condizione fisica accettabile, ha collezionato poche presenze e, nelle rare occasioni in cui è stato impiegato, non è mai riuscito a incidere. Prestazioni opache e nessun reale contributo alla squadra, fino alla decisione della società di metterlo fuori rosa nel mercato di gennaio. Da quel momento, per lui, il campo è diventato soltanto un ricordo.
RUSSO 5. Inevitabilmente il voto finale è negativo, perché l’episodio che ha segnato la stagione del Pescara è passato dai suoi piedi. L’errore dal dischetto pesa e resterà inevitabilmente nell’analisi finale dell’annata biancazzurra. Allo stesso tempo, però, sarebbe sbagliato addossare tutte le responsabilità a lui: il vero problema è che una stagione intera sia finita nelle mani di un giocatore che, probabilmente, non avrebbe nemmeno dovuto trovarsi a calciare quel rigore così pesante. Un peso enorme, troppo grande da lasciare sulle spalle di Russo.
INSIGNE 5.5 HA FATTO TUTTO LUI. HA DECISO DI RIALZARE LE SPERANZE DI SALVEZZA DEL PESCARA E HA DECISO DI AFFOSSARLE. SE SI FOSSE ASSUNTO LA RESPONSABILITA’ DI CALCIARE QUEL RIGORE INDIPENDENTEMENTE DALL’ESITO IL VOTO SAREBBE STATO MOLTO PIU’ ALTO. DA QUANDO E’ ARRIVATO LA STAGIONE DEL PESCARA E’ COMPLETAMENTE CAMBIATA, MA IL PESO DI NON ASSUMERSI LE RESPONSABILITA’ NEL CALCIARE QUEL TIRO DAL DISCHETTO E’ TROPPO GRANDE.

